Stone Island, da una piccola provincia alla conquista del mondo grazie a uno stile intramontabile

Da un piccolo centro in provincia di Modena alla top list dei brand più importanti del mondo della moda, grazie a capi fantastici e di qualità eccezionale. È la storia della Stone Island, uno dei fiori all’occhiello del made in Italy

Correva l’anno 1982, che agli italiani porta subito alla memoria le immagini del Mondiale di Spagna e delle imprese di Rossi e compagni (nonché il celeberrimo urlo di Tardelli), quando nella piccola Ravarino, centro a pochi chilometri da Modena, prende il via la storia di un’azienda che è riuscita a conquistarsi in pochi anni un posto d’onore sul palcoscenico della moda internazionale: la Stone Island.

In quei giorni di poco più di trenta anni fa, Massimo Osti, brillante designer e stilista già socio della CP Company, decide di tentare una nuova avventura, una linea di abbigliamento che si differenzi dalle altre per l’attenzione alle innovazioni di prodotto e di tessuto, a cominciare dai particolari colori degradati e dall’effetto vissuto, studiati e creati nel centro di ricerca specifico su materiali e trattamenti e nel sofisticato laboratorio sperimentale di tintura in capo.

La novità più grande è proprio quella del tessuto con cui sono realizzati gli abiti, che per la prima volta in assoluto è bicolore reversibile e resistente, ispirato dal telone di alcuni camion e “invecchiato” artificialmente grazie a un trattamento stone-wash. Altra idea originale è quella della etichetta staccabile con su ricamata la Rosa dei Venti (di solito sulla manica sinistra, assicurata con due bottoni al corpo del capo) che ricorda la mostrina delle forze militari e che diventa il segno distintivo e caratterizzante del brand.

Oggi la Stone Island (così battezzata dopo aver scelto tra i vocaboli più ricorrenti nei romanzi di Joseph Conrad) viaggia con esercizi finanziari che crescono a ritmi di doppia cifra percentuale. Il 2013, ad esempio, si è chiuso a 70 milioni di euro (+12% rispetto al 2012) e con un “ebitda” (il cosiddetto margine operativo lordo) di 9,5 milioni di euro, in aumento di oltre il 50% sull’anno precedente.

E, da quel piccolo negozio in provincia di Modena, ormai il marchio vola in tutto il mondo: il mercato italiano pesa per il 37% sul totale degli ordini acquisiti ed è in crescita del 5% anche nel 2014, quasi un miracolo visto il trend generale dei consumi nel nostro Paese; ma la crescita dè ouble digit anche negli altri Stati europeo come il Regno Unito, che ha segnato +28% e si rafforza come secondo mercato di riferimento del brand, seguito da Germania-Austria (+19,4%) e Olanda-Belgio (+11,7%), a testimonianza del valore del made in Italy di qualità.

Il Brand Stone Island su Nuvolari moda
Il Brand Stone Island su Nuvolari

Il segreto del successo è quello di riunire le generazioni, conquistando anche i giovani: la collezione si rinnova ogni stagione e si compone di alcuni capi imprescindibili come maglie, pantaloni, magliette, camicie, tutti particolari e speciali, studiati attentamente e in grado di rappresentare a pieno i desideri e le esigenze dell’uomo moderno. O del bambino: e sì, perché nel 2006 è stata lanciata la collezione dedicata ai più piccoli che, nel corso delle varie stagioni, ha saputo imporsi per il suo stile ricercato e per funzionalità, oltre che per l’indiscutibile qualità di tessuti e trattamenti, tipici di Stone Island.

Che si tratti di giovani o di bambini, insomma, la filosofia non cambia: Stone Island resta sinonimo di abbigliamento di alta qualità, che anche grazie alla vetrina web (Stoneisland.com o Nuvolari.biz offrono la possibilità di acquistare online) sul web  sportivo e casual ma con stile e ricercatezza, grazie a un’imponente fase preparatoria e di studio di materiali e processi di produzione che consente di realizzare vestiti assolutamente unici e differenti sia da quelli di massa, sia da quelli della moda tradizionale, in grado di rappresentare e incarnare lo spirito di chi li indossa.

Che ne pensi? Scrivi la tua opinione