Identikit dell’hipster

C’è molta confusione sul concetto di hipster. Se ne parla in termini ammirati per la subcultura che ha generato e per lo stesso motivo lo si critica.
Ma chi o che cos’è veramente un hipster e come si fa a riconoscerlo?

Questo potrebbe essere un identikit approssimativo del membro della specie: maglietta con fantasie minimal, felpe larghe e cardigan in contrasto, cappelli di paglia a tesa larga, All Star ai piedi o vans. Il viso è il vero marchio di riconoscimento dell’hipster-tipo: baffi semplici o arricciati alla fin de siécle, occhiali enormi dalle montature antiche, taglio di capelli asimmetrico e una barba da cercatore dell’oro in Alaska.

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Il termine hipster viene coniato nell’America degli anni Trenta e Quaranta e sull’origine non si è ancora certi. Potrebbe derivare da hop, nomignolo dell’oppio, o dal verbo africano hipi (“aprire gli occhi a qualcuno”). Questa connotazione è quella che poi verrà ripresa e adottata per la corrente dei celebri “hippies”, il cui scopo era ricercare la ribellione del vivere senza radici sociali. L’hipster invece non rifiuta il contatto con la società, anzi, lavora con grandi case “capitaliste”. Diciamo che si limita a essere un intellettuale di nicchia, preferendo non adattarsi a uno stile preciso, ma estrapolare da ogni stile l’elemento che può adattarsi al loro look. Per questo alternano con disinvoltura le all star a scarpe classiche stringate come le francesine (meglio se nella versione stivaletto).

Il look hipster è fortemente influenzato dalla musica, meglio se degli anni ‘70 e ‘80. Abbina il vintage con l’ultramoderno. Non è inconsueto vederlo aggirarsi per mercatini dell’antiquariato in cerca di reperti, ma munito di iphone dell’ultima generazione.

CRATE

L’outfit hipster prevede tshirt con scritte delle rock bad, disegni con scritte retrò o stampe di tecnologia degli inizi. L’unico requisito irrinunciabile è che sia la t-shirt che la camicia siano slim fit adattandosi perfettamente alle forme del corpo. Spopola la camicia a quadri rossi di flanella o cotone, purché extra-small. I pantaloni più sono stretti e meglio è, lunghi fino alle caviglie con l’immancabile risvoltino che lasci in evidenza la caviglia o le calze. E non amano la vita bassa.

Un hipster lo si riconosce anche dai giubbotti in pelle, l’uso generoso di maglioni e cardigan in lana. La sua passione per il vintage emerge dagli accessori: occhiali in stile John Lennon per quelli da sole, mentre quelli da vista devono essere vistosi e rotondi, preferibilmente. Scarpe dalla suola bassa e linee minimal, tutto il resto si adatta all’outfit finale.

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